Il Cammina con i Gufi quest’anno (2017) non ci sarà

Cari amici e care amiche,

il Cammina con i Gufi quest’anno non ci sarà. Dopo 12 anni ininterrotti di escursioni e incontri ci siamo presi una pausa. Ogni tanto fermarsi fa bene, è necessario farlo se si vuole capire e riflettere sul significato delle cose che più amiamo, proprio come questo evento che in tanti anni è stato una continua fucina di idee e proposte, di nuovi sguardi verso le  montagne e dentro di noi. Non ci siamo stancati, anzi abbiamo in cantiere tante idee che condivideremo prima possibile con tutti voi. Continuate a seguirci e se volete lasciate qui un vostro commento o un vostro pensiero.

A presto,

staff Cammina con i Gufi

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12 anni di cammina con i Gufi

Incontro per condividere idee e progetti e per discutere delle opportunità della montagna marginale.

“Trasformare le marginalità delle Terre Alte in opportunità. Nuove forme di sviluppo per Cesio Maggiore” è il tema dell’incontro che vedrà confrontarsi Wilmer De Bortoli e Carlo Zanella, candidati sindaco alle prossime elezioni comunali di Cesio Maggiore.
L’incontro, organizzato dal gruppo “Cammina con i Gufi”, si svolgerà lunedì 5 giugno nella sala parrocchiale a Cesio Maggiore alle ore 20,30, e sarà preceduto dall’illustrazione dei nuovi progetti del Cammina con i Gufi.
Da 12 anni il Cammina con i Gufi è fra gli eventi più originali e attesi delle Alpi e nonostante le richieste di partecipazioni superino ogni anno le disponibilità, il gruppo organizzatore ha deciso di sospendere momentaneamente le escursioni notturne per dare vita ad un nuovo evento che verrà presentato in anteprima durante l’incontro di lunedì 5 giugno.
Ridare valore, dignità e riconoscibilità ai luoghi della montagna marginale, dove l’abbandono è maggiormente visibile, sia nei segni del paesaggio naturale che culturale, è il principale obiettivo del Cammina con i Gufi che da evento culturale sta diventando anche una forma di pensiero. L’incontro con i candidati sindaci ha proprio lo scopo di richiamare l’attenzione dei nuovi amministratori sulle opportunità che la montagna marginale può offrire, a patto di sviluppare concreti progetti di rinascita sociale, economica e culturale per le Terre Alte.

A Cesio Maggiore lo zafferano ha già il colore delle Dolomiti

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Sabato 11 febbraio 2017, sala riunioni della Biblioteca comunale di Cesiomaggiore (Belluno)
Tutti lo chiamano “oro rosso” ma io che l’ho incontrato (beh, non casualmente e nemmeno per strada) posso dire che assomiglia di più al colore ambrato, quasi arancione che accende le rocce delle Dolomiti a certe ore del giorno.

Ecco, non sarebbe sbagliato definire lo zafferano “oro del colore delle Dolomiti in una bella serata di estate”. Troppo lungo, troppo difficile. Non è invece difficile che si concretizzi il progetto portato avanti con passione e impegno da Remo Corona, un uomo che sembra uscito (non fosse per l’accento) da un racconto di Jean Giono, e da quelle brave persone che lo seguono con la sua La Pedemontana (l’Associazione, non lo sfregio). Un sano progetto che, da poco tempo e ancora a piccolissimi passi, vuole portare questa spezie per nulla esotica a Žes e dintorni. La serata nella Biblioteca Comunale di Cesiomaggiore è stata la conferma, per entusiasmo, attenzione e partecipazione, che la scelta di “provarci” con lo zafferano sia sentita come possibile da parecchie persone.

Sono diverse le aree alpine che, in una idea ampia di economia montana (agricoltura, allevamento, artigianato, turismo), hanno investito sulla coltivazione dello zafferano: una specie di tam-tam positivo ha portato a sperimentare in Piemonte, Lombardia, Liguria la cura di questi fiori viola ed eleganti.

Coltivare lo zafferano non è difficile (ma non dimentichiamo che, come dice Arlecchino, la terà l’è basa), questi fiori stupendi hanno bisogno di poca terra per i propri bulbi, solo un po’ di attenzione mentre crescono e impegno puntuale nella fase della raccolta che diventa, in ogni zona dove questo spunta, un evento sociale e inclusivo. Non occorre nemmeno essere già ricchi (provate voi ad produrre formaggio partendo da un capitale di poche centinaia di euro se ci riuscite) per avviare la coltivazione ma occorre anche sapere che quando questa, dopo tre/quattro raccolti, sarà a regime non potrà distanziarsi troppo da una classica coltivazione famigliare (beh, magari nei giorni di raccolta, se avete qualche migliaia di fiori, invitate un amico) e, soprattutto, deve essere considerata come una casella di un puzzle economico che è formato anche da altre entrate. Una specie di piccolo secondo stipendio che evita, ad esempio, la pendolarità di entrambi i componenti di una coppia che – ed è il caso della Valle Brembana dove, da quattro anni, è avviata la coltivazione dello zafferano – devono lasciare casa, figli, amici a nervose comparsate nei fine settimana.

Un esempio “tratto da una storia vera”: Elena scende a Bergamo tutti i giorni, lavora in una cooperativa come educatrice, poche ore ma spezzate durante la giornata e quindi partenza quasi all’alba e ritorno a casa con il buio già alle porte, guadagna milleduecento euro al mese che si aggiungono all’appena più solido stipendio del suo compagno Pietro. Due belle bambine alla scuola pubblica. Una casa fortunatamente ereditata dai suoceri di lui che ha anche della terra, non molta e nemmeno bella da vedere dopo gli anni di assoluto abbandono. Partecipano solo per curiosità ai primi incontri del progetto zafferano che la Parrocchia, la Comunità Montana e la mia Associazione hanno imbastito.

A novembre dello scorso anno Elena ha raccolto poco più di 150 grammi di zafferano: è poco, magari il prossimo anno, senza dover spendere altro, solo con i propri bulbi e senza nessuna brutta sorpresa (che in montagna fa parte sempre del gioco) riuscirà ad arrivare a 200/230 grammi ed allora sarà definitivamente convinta di aver fatto la scelta giusta nell’abbandonare il lavoro in città. Si perché ora sta a casa. Non è una rinuncia: ha tempo per le sue figlie che non sono più ad attendere la zia di turno o una improvvisata baby sitter e ha tempo anche per la zia che ormai è anziana, ha venduto la seconda auto che tra assicurazione e meccanico rubava una bella parte del suo stipendio, nell’orto coltiva anche della verdura, poca roba, però buona ed economica e, ora, ha persino tempo per cantare nel coro dell’Oratorio.

L’altra sera, nell’affollata festa (a me è sembrata una festa) diretta dal mitico Teddy Soppelsa, non c’era Elena, o meglio, ce n’erano molte e molti che come lei vogliono un futuro migliore per la propria famiglia e lo vogliono non chiacchierando sui massimi sistemi ma chinandosi all’altezza della terra, anzi, qualche centimetro più su, giusto la misura per raccogliere i primi fiori di zafferano. Zafferano delle Dolomiti. Per ora Bellunesi, poi si vedrà.

Davide Torri, presidente Associazione Gente di Montagna

Zafferano nelle Dolomiti

zafferano-dolomiti_01ZAFFERANO NELLE DOLOMITI. A CHE PUNTO SIAMO?

Sabato 11 febbraio 2017, ore 17.30, presso la sala riunioni della Biblioteca comunale di Cesiomaggiore (Belluno).

L’incontro ha lo scopo di far conoscere le potenzialità di questa preziosa spezia come risorsa per l’economia montana e per fare il punto sul progetto di creazione di un gruppo di coltivatori dello zafferano nelle Dolomiti. Il progetto “Zafferano nelle Dolomiti” ha come obiettivo di ri-abitare la montagna in modo diverso, stimolando un ritorno al territorio e alle sue forme di sussistenza.

Partecipano:
Davide Torri (presidente dell’associazione bergamasca Gente di Montagna, esperto di azioni di rilancio delle piccole economie locali)
Remo Corona (presidente associazione La Pedemontana e promotore della coltivazione zafferano nelle Dolomiti)
Michele Balen (Sindaco di Cesiomaggiore)

Coordina:
Teddy Soppelsa (portavoce gruppo “Cammina con i Gufi”)

Staff Cammina con i Gufi

Foto gallery CCIG 2016

Il Cammina con i Gufi è stato definito “il più bel evento dell’autunno delle Alpi”, copiato da tanti ma sempre unico e inimitabile, capace di rinnovarsi e sorprendere di anno in anno. In questa 12a edizione erano in programma ben 8 giorni di attività con 12 eventi di notte e di giorno (qualcuno è stato cancellato causa il maltempo) e sempre con il fine di camminare insieme, per condividere esperienze e per conoscere luoghi e persone. In questa gallery fotografica i momenti più belli dell’edizione 2016.

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Gallery fotografica (clicca sulle immagini)

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1) L’alba dei Gufi
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2) A. Leviti – A. Bortoluzzi
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3) Viaggi & Assaggi

 

 

 

 


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4) Musica in cammino
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5) Cammina con i Gufi
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6) Trek con gli asini

 

 

 

 


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7) A passo veloce
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8) Soranzen per tutti

Effetto Cammina con i Gufi

il “Club amici del camper Il Girasole” (con sede in provincia di Venezia) non ha potuto partecipare al recente Cammina con i Gufi ma ha voluto ugualmente organizzare un weekend a Cesiomaggiore. Sono arrivati oggi con circa 50 equipaggi e oltre 100 persone. Il programma prevede: escursione in valle di Sant’Agapito con le guide dei Gufi, visita al museo di Seravella, cena e castagnata presso le strutture sportive di Pradenich. Il Cammina con i Gufi ancora una volta si dimostra essere una preziosa risorsa per conoscere e promuovere la montagna feltrina.

Con le Montagne nel cuore, aspettiamo i vostri commenti.

Con le “Montagne nel cuore” chiudiamo questa 12a edizione del Cammina con i Gufi, nel senso di Montagne come luogo geografico e fisico che da sempre contraddistingue le nostre escursioni e Montagne come il piccolo borgo che abbiamo raggiunto alla sommità della camminata notturna. Per noi organizzatori è stata un’edizione con tante novità, impegnativa ma anche ricca di nuove esperienze e incontri.
Ora, per tracciare un bilancio finale, come sempre vorremmo conoscere la vostra opinione che potrete esprimere scrivendo qui sotto i vostri commenti (anche di ha partecipato alle numerose attività diurne e non solo alle escursioni notturne).
Grazie. / staff ccig


(foto reportage di Ariondo Schiocchet / ccig 17-09-2016)