Nani But (Giovanni Tessaro) non c’è più

Nani, il nostro amico e primo sostenitore del Cammina con i Gufi, giovedì 11 ottobre ci ha lasciato. Si è addormentato sulla poltrona della sua amata casa a Bossana, nella valle di Santa Agapito, e lì la morte lo ha colto nel sonno.

Nani But (Giovanni Tessaro), 22 settembre 2012

Era la morte che desiderava, voleva andarsene in silenzio, senza arrecare alcun disturbo, sotto il vecchio tetto della casa dei But, nel piccolo mondo antico della valle di Sant’Agapito, a pochi passi dalla camera dove 91 anni fa era nato, fra i ricordi della sua infanzia e i ricordi dell’età matura e di quel sogno fiero di trasformare la casa natale nel “rifugio dolce e forte degli affetti e della memoria”, come volle scrivere Franca, sua moglie, sull’uscio della loro dimora.

La casa dei But (di Nani, Franca e Amedeo) negli anni è diventata la casa di tanti amici di Cesio e di quelli più lontani, amici di sempre e occasionali, di quanti vedevano in quel luogo l’amore per le cose semplici ma belle, l’eleganza raffinata e mai ostentata, i valori della propria terra, la pace, la dolcezza e la serenità del paesaggio che si apre sulla valle del Piave, in contrasto con i ripidi pendii del Palmar e le crode del Tre Piere che gli fanno da corona a settentrione.

Per tutte le migliaia di persone che in 8 anni hanno partecipato al Cammina con i Gufi, Nani But e la sua casa sono diventati uno dei simboli di questa manifestazione e un appuntamento irrinunciabile era l’incontro con Nani. Uomo e nonno colto, dai modi fini e gentili, sempre disponibile ad aprire la sua casa e a raccontare con orgoglio la sua vita, senza retorica e rimpianti. Splendida metafora della storia di queste montagne: crudeli matrigne da cui si era costretti a partire alla ricerca di un migliore benessere ma cariche di affetti, dove si sperava di ritornare per chiudere il ciclo della propria vita.

Nani per quasi 70 anni è vissuto a Borgosesia, dov’era emigrato ancora ventenne. In quella cittadina alle pendici del monte Rosa si è fatto apprezzare come imprenditore, artigiano e arredatore di centinaia di eleganti abitazioni e soprattutto si è fatto stimare come uomo. Nani a Cesio ritornava spesso – finché ha potuto anche da solo guidando l’auto per 400 km – e quest’anno, dopo una lunga estate trascorsa in beata solitudine (ma gli amici non mancavano mai di andare a trovarlo), sarebbe dovuto rientrare proprio oggi a Borgosesia.

Ma in un grigio mattino di ottobre, poco prima che il sole riempisse di colore e gioia il dolce rifugio della casa dei But, Nani ha deciso di fermarsi qui e per sempre.
Noi tutti, suoi amici, sappiamo dove trovarlo.

Il partecipanti ai laboratori del Cammina con i Gufi 2012 con Nani But, 22 settembre 2012
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9 pensieri su “Nani But (Giovanni Tessaro) non c’è più

  1. Ho conosciuto Nani But, da allora semplicemente chiamato “signor Zio”, nell’ agosto del 2009, aderendo all’invito del mio consuocero, Mario Tessaro, a trascorrere qualche giorno a Cesiomaggiore per la festa di S.Agapito; è stato un incontro bello e mi permetterei di dire emozionante, con una persona capace di essere memoria storica, in pieno e lucido equilibrio tra acume e serenità. Un piacere condividere conversazione e commenti, una sorpresa leggere nel suo sguardo il gusto del domani e l’affetto per tutti quelli che lo circondavano per amore simpatia o amicizia.
    Vedere il suo profilo nell’auto con cui si spostava in piena autonomia, mi ha sempre mosso ad un istintivo sorriso accompagnato al cenno di un saluto con la mano, quasi un omaggio ad un piccolo grande Highlander dal volto finemente simpatico.
    Ora che ha deciso di guardarci dall’alto, lo ricordiamo con vivo affetto, pensando che, magari alla prossima festa di S.Agapito lo vedremo girare con la sua auto, il suo berretto e il suo sorriso accennato, tra le nuvole vicino alla chiesetta tra i monti.
    Buon viaggio, Nani But

    • grazie per le tue belle parole; Giulio.
      Mi hanno commosso.
      Sono d’accordo con te. Alla prossima festa di S.Agapito papà parteciperà alla funzione da lassù abbracciandoci tutti col suo sorriso.
      Amedeo

      • Ciao Amedeo, ti abbraccio forte con Rita, certi che il ricordo di papà saprà sempre infondere serenità nei cuori di chi gli ha voluto bene.
        A presto

  2. Accolgo la notizia e mi faccio vicino a quanti hanno conosciuto e apprezzato Giovanni Tessaro, e a quanti ne coltiveranno, da buoni amici, la memoria.
    Auguro, poi, a chi soffre per il lutto di trovare presto la giusta serenità, insieme alla speranza cristiana di riabbracciare un giorno la persona amata.

    Michele Balen
    Sindaco di Cesiomaggiore

  3. Quel che avrei voluto dire a Nani But ma che qualcuno mi ha impedito di dire.

    Ricordare Giovanni Tessaro – Nani But per gli amici e gli abitanti di Cesiomaggiore e della valle di Sant’Agapito – con parole piene e vere è difficile. La morte porta a enfatizzare discorsi, aggettivi, espressioni e a far apparire vuoto e consumato ogni termine: è un evento unico ed eccezionale che sconvolge e deforma. E quindi è difficile far sentire piene e calde parole che tali davvero vorrebbero essere.
    Proverò col cuore e la voce (e ora la penna) a riempire di calore e di verità parole che in ogni caso non hanno sinonimi o sostituti.
    Nani But era un uomo giusto e generoso, con tutti. Chi lo ha conosciuto lo ha conosciuto così, innanzittutto. Era giusto perché tutti per lui erano uomini e amici; generoso perché a tutti ha dato la sua amicizia insieme alla sua saggezza, alla sua maestria, alla sua cordialità. Ogni casa di Cesiomaggiore ha almeno un segno del suo cuore e delle sue mani.
    Era un uomo legato alla sua terra. Amava il suo paese, i luoghi e le persone che lo abitano con animo antico: la sua terra gli aveva insegnato a piegare la schiena ma a stare sempre diritto: gli aveva insegnato l’etica del lavoro e la fatica che lo accompagna; l’impegno e il dovere, e il rispetto per gli uomini e le cose. E gli aveva fatto sentire l’obbligo di restituire ai suoi luoghi e alle persone che li abitano – con tutti gli interessi dovuti – quello che aveva ricevuto.
    Nel mondo e a Borgosesia che lo aveva accolto aveva portato l’esperienza e la saggezza degli uomini di montagna, abituati dall’avarizia della terra, alla fatica e al sacrificio: e qui aveva portato l’orgoglio di dare agli altri segni concreti di questi valori. E anche i frutti della sua inventività e della sua arte.
    Era un uomo all’antica perché aveva il culto dell’ospitalità. La sua casa di Cesio, ma anche quella di Borgosesia, erano sempre aperte a tutti: quel che la vita gli aveva dato lui era pronto a restituire e ad accompagnare col sapore del rispetto, del disinteresse e della cordialità.
    E’ stato un maestro di vita e un maestro del lavoro geniale: divideva la sua esperienza e la sua sapienza con generosità e disinteresse. Agli uomini di città ha portato testimonianze di discrezione, di serietà e di impegno. Ha reso belle le case di tanti con l’opera delle sue mani, del suo ingegno e della sua intelligenza.
    Ha amato come gli uomini antichi sanno fare il lavoro, la famiglia, gli amici. In tanti hanno conosciuto la sua umiltà, i suoi silenzi, la sua ospitalità che aveva ancora il sapore del mito. Ha coltivato l’amicizia di tutti e con tutti, con religioso laico rispetto.
    A tutti ha lasciato lezioni di vita insieme a un vuoto difficile da riempire.
    A lui la gratitudine di tutti, la stima e l’affetto sincero. A me e a noi resterà nel cuore.

    Valter Deon

    Feltre-Cesiomaggiore 13 ottobre 2012

    • sono profondamente commosso per le parole di amicizia espresse nei confronti di mio padre, caro Valter.
      Esprimo a Te e a tutti coloro che lo hanno apprezzato e che gli hanno voluto bene, un sincero ringraziamento, di cuore.
      Amedeo

  4. Sentite condoglianze alla famiglia, a tutti i parenti e a quelle persone che gli volevano bene. Mirio e Michela Ferro.

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