Culogne ritorni un’unica famiglia

camminata 3 gennaio_051Lettera aperta a tutti gli abitanti di Culogne.

Con grande soddisfazione ho partecipato all’escursione del 3 gennaio che ci ha guidato sul “troi delle vane” sopra Culogne di Cesiomaggiore, sui luoghi della mia infanzia.

Nell’ormai lontano 1963, anno della mia partenza per Zurigo, non c’era la bella stradina che oggi ho potuto apprezzare camminando attraverso quelle belle valli e i boschi, ma solo e in parte una stradina dove i contadini passavano con le slitte per il trasporto del fieno e della legna, il resto era sentiero. Complimenti a coloro che si sono adoperati a realizzazione dell’opera.

Avendo appreso dal Comitato Can e Culogne dell’iniziativa, ho scelto il periodo della mia breve vista ai parenti in concomitanza con l’escursione.
All’ultimo momento prima di partire, viene annunciata la presenza del Vescovo di Belluno e Feltre. Questa notizia dà un’ulteriore importanza alla manifestazione. La gente riempie ormai la piazzuola di Culogne. Arrivato il Vescovo ci si scambiano i saluti e auguri, anche perché siamo all’inizio dell’anno e si parte.

Durante il percorso sono previste delle pause, scelte a proposito su luoghi “magici” contrassegnati da figure di persone raffigurate in diverse posizioni e colori. Durante le pause alcuni giovani recitarono brani scelti intenzionalmente per il “momento speciale”, altri cantarono le belle canzoni legate alla montagna e contribuiscono a dare all’escursione un motivo di riflessione.
Anch’io sono stato coinvolto da questa situazione, confrontando il presente con il passato, quando ancora vivevo a Culogne, alla mia partenza vivevano ventitré o ventiquattro famiglie in buona armonia. Nei momenti di riposo, di rilascio dal duro lavoro della campagna si trovava il tempo per scambiare una parola, un’esperienza o un consiglio come in un’unica famiglia.
Cos’è successo in questi 50 anni?

cullogne_24
Culogne


Certamente abbiamo imparato ad ammirare e rispettare meglio la natura, abbiamo più soldi, ma
abbiamo perso l’armonia e il rispetto per il vicino di casa, per la comunità la quale ci aveva reso forti e uniti anche nei momenti duri della vita e della storia.

Ecco miei cari concittadini, quando si lascia il paese non si perde l’amore e l’interesse delle radici. V’invito a visitare il sito www.bellunesinelmondo.it, vi farete un’idea di quanto piccolo è il mondo e con quale interesse e nostalgia i bellunesi e gli italiani seguono il proprio paese.

Chiudendo questa mia “riflessione”, ringrazio per la stupenda iniziativa tutti i collaboratori con a capo Teddy Soppelsa e Stefano Saioni inclusi anche i bravi giovani lettori e il coro e naturalmente il nostro Vescovo, monsignor Giuseppe Andrich per la sua presenza e il suo apporto spirituale.
Mi auguro e vi auguro che queste escursioni aiutino tutti (uomini e donne) di ritrovare l’armonia che per il passato che ci distingueva e ci rendeva più confratelli, anche se materialmente più poveri.

Grazie, un vostro paesano.
Saverio Sanvido

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